
Le mie opere
IN PRIMO PIANO
Dizionario minimo di difesa dell'ovvio
Fede & Cultura 2026
Silvana De Mari torna con un libro potente, limpido e necessario. “Dizionario minimo per la difesa dell’ovvio” è una lettura che colpisce per chiarezza, coraggio e capacità di mettere ordine in un mondo dove ciò che un tempo era evidente oggi sembra messo costantemente in discussione. I punti di forza del libro sono il linguaggio diretto, incisivo, brillante, la capacità di rendere accessibili temi complessi senza semplificarli, l’umorismo tagliente alternato a riflessioni profonde, ricordi autobiografici, sarcasmo e tenerezza, un struttura “a voci” che rende la lettura dinamica, coinvolgente e sorprendentemente divertente. De Mari riesce a fare ciò che in pochi sanno fare: unire rigore logico e passione narrativa. Ogni voce del suo dizionario è una piccola esplosione di lucidità, un invito a ritrovare il buonsenso, a difendere ciò che è reale, tangibile, naturale. L’autrice non teme di esporsi, e lo fa con una forza comunicativa che cattura dalla prima all’ultima pagina. È uno di quei libri che si leggono rapidamente ma continuano a risuonare per molto tempo. Si ha la sensazione che qualcuno abbia finalmente rimesso le parole al loro posto, restituendo al lettore una bussola intellettuale in un’epoca confusa. “Dizionario minimo per la difesa dell’ovvio” è un testo illuminante, appassionato e indispensabile. Un libro che non solo si consiglia: si regala, si discute, si rilegge. Silvana De Mari firma uno dei suoi lavori più lucidi e necessari.
FANTASCIENZA E, SOPRATTUTTO, FANTASY
L'ultima stella a destra della Luna
2000 Salani
Su un lontano pianeta una dittatura crolla perché un'insegnante, violando i regolamenti, fa svolgere i temi. La scuola è permessa solo per imparare il minimo indispensabile per l’uso dei macchinari nelle miniere. È vietato far fare i temi: la scrittura aiuta il pensiero. Scrivendo i temi i bambini raccontano la dittatura e imparano a opporsi. Il libro vorrebbe riproporre per bambini le tematiche di 1984 di Orwell.
La bestia e la bella
2002 Salani
Una strega trasforma il principe in una bestia, ma non una creatura possente che mantenga intatto il potere claustrofobico come nella fiaba originaria, ma in un cagnolino senza razza costretto a scappare nella neve, così che il principe possa uscire dalla sua reggia prigione e riallacciare i fili di tenerezza della sua infanzia, malamente troncati.
LA SAGA DEGLI ULTIMI
Il nome nasce perché la saga descrive il passaggio da un mondo dove la magia esiste ad un mondo in cui le uniche magie rimaste sono il coraggio e la coscienza degli uomini, per questo la parola ultimo compare continuamente. Questo passaggio è presente anche in Tolkien: quando l’anello del potere è distrutto, la magia scompare dalla terra di Mezzo. Una volta che gli elfi hanno perso la magia, è verosimile che saranno odiati. E combattuti. E distrutti.
Questo passaggio esiste anche nella Storia: le epoche ancora non
alfabetizzate sono fortemente intrise di fede nella magia, che si attenua o scompare con l’arrivo
della parola scritta. Sicuramente questo passaggio esiste nella vita umana. Quando siamo bambini crediamo alla
fatina dei denti e a Babbo Natale. Poi cresciamo e arriviamo all’età in cui sappiamo che la fatina dei
denti e Babbo Natale non esistono. Alla fine arriva il periodo migliore, che non è presente in tutte le
vite e dobbiamo essere attenti che ci sia nella nostra, quella in cui sappiamo che sia la fatina dei
denti che Babbo Natale esistono e siamo noi. Nella saga abbiamo un tema ricorrente: sono ben due i
personaggi fondamentali che nascono dallo stupro: ogni vita è preziosa, la pietra che si voleva
scartare diventa pietra d’angolo. Esiste la metafora del genocidio. Il genocidio vero è sempre l’atto
di un inferiore verso un superiore. Il popolo sterminato, armeni in Turchia, ebrei in Europa, classe
borghese in Cambogia, Tutsi in Ruanda, ha una superiorità culturale evidente sul popolo
sterminatore. Esiste anche la metafora della civiltà europea, che ha quattro componenti: la
spiritualità biblico evangelica (l’aria, gli elfi), la filosofia greca (l’acqua, gli uomini), diritto
romano(i nani, la terra), violenza e la brutalità di barbari (il fuoco, gli orchi). Noi siamo una civiltà
spirituale, duttile, pragmatica e violenta. Senza la nostra violenza non saremmo migliori, senza la
nostra violenza saremmo stati spazzati via. Anche la violenza dei barbari, gli orchi, fa parte della
costituzione d’Europa: una chiesa romanica non somiglia a un tempio romano. Ed è grazie al fuoco,
alla nostra barbarie, che noi abbiamo resistito. Nelle sue prime grandi culle, Siria e Nord Africa, il
Cristianesimo è stato sbaragliato, in Europa ha resistito, perché eravamo barbari. Nella saga anche
gli orchi alla fine saranno salvati, perché anche loro sono fratelli, saranno salvati attraverso una
lunga redenzione che comincia con la loro sconfitta. Gli orchi sono coloro che uccidono
volontariamente i bambini e dopo averli uccisi festeggiano. Sconfiggerli e fermarli è il primo atto di
carità verso di loro: una lunga serie di sconfitte, cominciate con sire Arduin, il re orco degli uomini
fino a sire Rankstrail, che ricostruirà la loro umanità diventandone un sacerdote e con il potere delle
storie.
La saga si compone di otto libri: Arduin il rinnegato, Io mi chiamo Yorsh, L’ultimo elfo, L’ultimo
orco, Gli ultimi incantesimi, L’ultimo mago, L’ultima profezia (uscirà a febbraio 26), L’ultimo giro
della spirale (uscirà a novembre 26).
Arduin il rinnegato
2017 Casa editrice: Edizioni Ares.
La storia dell’orco che ha combattuto per gli uomini. Arduin è un orco e gli orchi sono coloro che uccidono volontariamente i bambini e dopo averli uccisi festeggiano. Arduin viene venduto all’esercito degli orchi da suo padre. Gli orchi stanno reclutando bambini da mandare in prima linea nella guerra contro gli uomini per sconfiggere la magia degli elfi che combattono con loro. Infatti se un elfo uccide un innocente (un bambino) diventa preda della disperazione e la sua magia si spegne. Per amore di una principessa e per l’orrore dell’assassinio dei bambini Arduin combatterà per gli uomini. I discendenti di Arduin saranno gli antenati da cui discenderanno i protagonisti di tutta la saga degli ultimi. La spada di Arduin invece sarà impugnata dall’ultimo orco, Rankstrail. Arduin il Rinnegato è un libro violento, pieno di dolore e di furia. Arduin deve andare contro il suo popolo, deve distruggere le sue radici. Lo farà per amore di una donna, certo, ma anche per le linee etiche che ha imparato dai lupi. Non si uccidono i bambini, mai, chi lo fa deve essere fermato. Anche se è il proprio padre. Anche se è il proprio popolo.
Io mi chiamo Yorsh
Fanucci 2015, Casa editrice Ares 2024 seconda definitiva edizione.
Non sempre si può essere senza macchia, ma si può sempre essere senza paura. Dopo la grande battaglia in cui gli Elfi vennero sconfitti usando un’armata di bambini e Arduin, il Signore della Luce, divenne il re degli Uomini sconfiggendo gli Orchi, gli unici Elfi rimasti persero i loro poteri. Il dolore per aver ucciso dei bambini era atroce e la magia che era la loro potenza venne meno. Si ritrovarono indifesi e impotenti, circondati dall’odio e furono distrutti. Nelle terre di confine del Popolo degli Uomini martoriato dagli Orchi si muove un ragazzo con un marchio sulla fronte. È nato in un lebbrosario, figlio di una lebbrosa e di un uomo sano che l'ha seguita nel luogo più disperato mondo. E nell'amore di una madre e di un padre è stato cresciuto restando, miracolosamente, indenne dalla malattia. Uscirà dal lebbrosario come «Melmoso», nome dato ai figli sani di lebbrosi. Le umiliazioni subite lo porteranno a infierire su chi, in quel momento, è considerato perfino più abietto di lui: gli Elfi, il popolo alleato degli uomini che, dopo averli protetti per secoli, non è riuscito a salvarli dalle ultime invasioni e a cui viene ora attribuita la colpa di tutto, anche dell'acqua che sta trasformando la terra in una palude. Dal fango dell'ignominia Yorsh saprà riscattarsi, ponendo le basi per la salvezza del mondo. Il libro racconta la storia di Yorsh (un omonimo dell’ultimo elfo) e della sua vita da reietto che però servirà per far compiere la profezia dell’ultimo elfo che insieme all’ultimo drago porteranno la pace.
L'ultimo Elfo
2004 Salani
Premio Andersen 2004. Bancarellino 2005. Tradotto in America Latina di lingua spagnola, Spagna, Francia (Premio "Immaginaire" miglior libro Fantasy 2005), Finlandia, Giappone, Tailandia, Usa (Premio ALA - American Library Association - Associazione Americana Bibliotecari), miglior libro straniero per ragazzi 2006, Canada, Gran Bretagna, Irlanda, Australia, Sudafrica, Lettonia (premio Giuria dei Ragazzi 2007), Germania, Portogallo, Olanda, Polonia, Romania, Taiwan, Brasile, Cina Popolare, Russia.
Romanzo di ambientazione fantasy rivolto a un pubblico di ragazzi, dopo il suo successo è stato tradotto in venti lingue. Nel 2005 ha vinto il 48º Premio Bancarellino e il Premio Andersen nella categoria Libri 9/12 anni. All'estero ha vinto nel 2006 il Prix Imaginales in Francia nella categoria dei romanzi per ragazzi. Negli Stati Uniti la versione in inglese intitolata The Last Dragon ha ottenuto nel 2007 la menzione di onore nell'ambito del Mildred L. Batchelder Award attribuito dalla Association for Library Service to Children, divisione della American Library Association, per i migliori libri per l'infanzia tradotti in lingua inglese. In una landa desolata, annegata da una pioggia torrenziale, l'ultimo Elfo trascina la propria disperazione per la sua gente. Yorsh è un elfo, l’ultimo della sua specie, è un bambino, un “nato da poco”. È rimasto da solo e vaga in un mondo d’acqua creato dalle piogge incessanti che cadono da molto tempo. Sulla sua strada incontra prima una donna e un cacciatore, che in un mondo che odia gli elfi hanno pietà della sua innocenza e salvando lui salveranno il mondo. Insieme a loro troverà una profezia che parla dell’ultimo elfo e dell’ultimo drago: l’incontro con il drago, quindi sarà il primo pezzo del suo destino.
L’ultimo Orco
Salani 2006
Premio IBBY (International Board on Book for Young People) come miglio libro italiano nel biennio 2004-2005). Pubblicato in Francia ha vinto il Prix Sorcières 2009, Spagna, Lettonia, Portogallo, Germania, Ungheria e Polonia, Russia. La versione tedesca è disponibile anche in versione audiolibro.
A differenza del primo romanzo, che utilizza un linguaggio adatto alla letteratura per ragazzi, L'ultimo orco è un testo più lungo, realizzato con uno stile più adulto, sia per le tematiche che per la prosa. L'ultimo orco ha vinto il premio IBBY International Boud Books Young People nel 2006 e il Prix Sorcières "Romanzi per ragazzi" nel 2008 in Francia. Gli orchi attaccano e tutte le armate dei principi, dei generali e dei re vengono travolte. Resiste solo l’armata dei Mercenari comandati da un giovanissimo capitano che non viene sconfitto mai e che, un pezzo alla volta, riconquista la terra degli uomini. L’ultimo orco parla di dolore e di onore: parla del tema atroce dello stupro etnico e della magnificenza della compassione. Nella storia di ognuno di noi abitanti di questa Europa magnifica e atroce c’è almeno uno stupro etnico, c’è una donna ingravidata dall’esercito invasore che ha il avuto la magnificenza di non uccidere il suo piccolino, perché i bambini piangono tutti allo stesso modo.
È una storia di Regine. Una storia di guerriere. Ognuna combatte con quello che ha, la regina degli uomini combatte con la spada, quella dei nani con l’ago da ricamo, quella degli orchi con la disperazione. Ognuna combatte per i suoi figli. Il loro destino non è scolpito su un muro, ma scandito da una filastrocca che, dai passi di una bambina a quelli di un’altra, attraversa i secoli. Gli ultimi incantesimif è una storia di eroi involontari, improvvisati, minori, quelli bassi, i brutti, i deboli, i qualsiasi. È un coro di voci piccole. E l'eroe più piccolo è un bambino terrorizzato dai mostri che vivono nell'ombra sotto il suo letto.
L’ultimo Mago
Precedente edizione Fanucci, con il titolo L’ultima profezia. Attuale edizione Ares 2020
In traduzione in Russia.
Il re degli uomini è disperso nel mondo degli orchi, ma anche loro sono il suo popolo. Disperso durante un’inondazione Rankstrail, il Re bastardo degli uomini, concepito sulle frontiere dalle violenze degli orchi, viene trovato solo, senza insegne e mezzo annegato, da un gruppo di nemici, che non lo riconoscono e lo catturano: uno dei tanti schiavi, uno dei tanti uomini rubati alla loro vita perché con la loro forza e il loro dolore costruiscano il mondo degli orchi. Il cuore di Rankstrail è pieno di odio. La sua anima attende solo il momento in cui potrà saldare i conti, ma il dolore è troppo, la disperazione è troppa e lo travolge. L’unica cosa che ancora riesce ad attendere è la morte, nella speranza che non sia troppo dolorosa. La sua anima si disperde nelle tenebre e in questa notte infinita che lo circonda da tutti i lati giunge fino a lui grazie all’antico incantesimo dei “Maghi del Fuoco”, la fiamma delle candele, le migliaia di candele con cui il suo popolo piange la sua scomparsa. Quella luce dolcissima e potente gli permette di ricordarsi che lui è il Capitano, il comandante che non lascia mai nessuno indietro, il Re bastardo degli uomini, nel cui sangue scorre il sangue degli orchi: anche gli orchi sono il suo popolo. Lui dovrà assumersi la responsabilità di liberare la loro anima, di liberarla dalla ferocia e dalla barbarie perché gli orchi esistono e possono essere salvati.
L’ultima Profezia
Già pubblicato da Fannucci con il titolo L’Ultima profezia. Attuale edizione Ares 2025
Oltre i confini delle terre note, a est, c’erano le terre ignote – buio, orchi, ferro, fuoco, dolore – unite al mondo degli uomini da un lembo di terra, divise da secoli di guerre, odio e desiderio di vendetta.
Il Capitano dei Mercenari, il Re bastardodal nome potente e magico, Rankstrail, che
aveva battuto gli orchi e da tempo sembrava disperso, ne era diventato l’Imperatore,
seguito, forse guidato, nella mirabile impresa dal soldato semplice Skardrail, ultimo
mago del fuoco, stirpe di sacerdoti orchi sterminata da un potere crudele.
La pace tra idue popoli era finalmente diventata possibile, la fratellanza poteva regnare, ma da est stava arrivando una nuova minaccia ancor più terribile degli orchi, accompagnata da
una spaventosa maledizione.
La spirale continuava a girare, perché il coraggio, l’amicizia, l’amore vincano di nuovo.
L’ultimo giro della spirale
Già pubblicato da Fanucci con il titolo L’epilogo. Ora in pubblicazione da Ares , novembre 2026
L'impero orco vive in pace a fianco del regno degli Uomini. Il confine delle terre ignote si è spostato sempre più a oriente. Oltre una muraglia maltenuta vivono gli Yurdioni, popolo feroce. Sotto il loro attacco l'impero orco crolla, il regno degli Uomini viene travolto. Gli Yurdioni hanno rimpolpato le loro file con bambini rapiti al mondo degli Uomini. Uno di questi bambini, Arsiel, ha portato nel loro mondo il sangue di Rankstrail e Rosa Alba e il ricordo del giocattolo elfico per eccellenza: la trottola che riproduce la spirale aurea, il simbolo dell'infinito. Gli Yurdioni avanzano compatti, ma nelle loro file marcia Kail, Yurdione della stirpe di Rankstrail, con una trottola nascosta nella giubba lisa. Grazie a un'antica profezia dettata dagli ultimi discendenti degli elfi e dei maghi orchi trecento anni prima, gli Uomini risolleveranno la testa, la dignità sarà ritrovata, e la libertà rinascerà. Il soldato più disprezzato della sua armata, una giovane donna di costumi discutibili, un bambino piagnucoloso e uno straordinario raccontatore di menzogne sono i quattro artefici della risurrezione, perché quando il male travolge il mondo, chiunque può essere quello che fa la differenza. Alla fine anche gli Yurdioni saranno salvati, perché anche loro sono fratelli.
LA SAGA DI HANIA
Saga fantasy sulla storia di una principessa nata dalla violenza di un Oscuro Demone.
Prologo Il regno delle tigri bianche
Giunti 2015
Il regno delle Sette Cime è piccolo, ma dispone di due ricchezze particolari: le tigri bianche e le querce nere. È circondato da nemici brutali e avidi, ma re Harin, un uomo forte e buono, lo ha sempre difeso con intelligenza e valore. Il re non ha eredi, cosa che è considerata un grave pericolo per il regno, finché, finalmente, nasce la piccola Haxen.
Quando la principessa raggiunge i sette anni, Dartred, figlio del fabbro di corte, diviene il suo scudiero, aiutandola a impratichirsi con la spada.
La vita nel regno sembra calma e piena di luce, ma qualcosa di terribile si sta preparando. Improvvisamente il re Giusto, l'amatissimo re Harin resta ucciso in uno strano incidente di caccia. Il regno, come Haxen, resta orfano.
Si tratta di un disegno dell'Oscuro Signore, come dicono le comari nelle cucine? O sono solo superstizioni?
Il cavaliere di luce
Giunti 2015
L'oscuro signore decide di dannare l'umanità e concepisce un figlio nel ventre di una donna, una bambina bellissima e malefica: se la madre la assassinerà perderà la sua anima, se le permetterà di vivere, ne subirà gli influssi malefici. L’amore materno riesce a fare il miracolo. La bambina per metà è di origine demoniaca, ma per metà è figlia di una donna, ha il libero arbitrio, può scegliere.
Chiunque può fare la scelta giusta, qualsiasi cosa ci sia nella sua storia. Noi siamo le nostre scelte.
La strega muta
Giunti 2016
Il potere malefico si estende sul mondo, Hania nata dalla principessa Haxen e da un demone è ovunque braccata. Haxen attraverso la narrazione delle storie del Cavaliere di Luce è riuscita a far nascere in lei una coscienza. E alla fine la bambina ha scelto di difendere la madre, nella battaglia contro il Signore Oscuro. Il mondo, però, non è pronto per capirlo.
Io sono Hania
Giunti 2018
Hania, creatura fatta di tenebra, nata con il compito di dannare il mondo, ha sempre avuto una consapevolezza totale della realtà e del linguaggio, ma non conosceva amore, amicizia, allegria, che per lei erano solo suoni. La compassione di sua madre, però, le ha salvato la vita, mentre le narrazioni del Cavaliere di Luce hanno nutrito il suo spirito, che poi è cresciuto, si è fortificato e ha dato fiori e frutti, come un albero nato da un unico grano seminato nel deserto. E così, in un’Hania aspra, caustica, sarcastica, rinchiusa in una disperata solitudine, piano piano sono nati i sentimenti dell’amore, dell’amicizia, della compassione. E, con essi, il libero arbitrio. Hania ha scelto, è diventata una creatura di luce e di tenebra, con dentro di sé un anelito verso la felicità e verso il bene. E adesso, nell’ultimo scontro con l’Oscuro Signore, dovrà affrontare la battaglia finale usando solo armi umane: il coraggio, l’intelligenza e l’amore.
Il cavaliere, la strega, la morte e il diavolo
Lindau 2014
Sono undici racconti e un breve saggio sulla morte, scritto quando ancora non ero credente.
Cronache di vascello del capitano A15
Lindau 2017
Tre racconti sulla vita e sull’adolescenza Un piccolo extraterrestre immortale rinuncia alla sua immortalità per salvare una ragazzina, ma anche perché la morte è l’unica strada per arrivare a Dio.
Il Mondo di Oggi
LA TRILOGIA DELLE PALUDI
Il gatto dagli occhi d’oro
Giunti 2016
La storia di Leila, che è povera, grassa e forse è brutta, (o forse no) e ha una mamma che lava le scale in nero e non ha un papà, perché il suo quando ha saputo che Leila sarebbe esistita è risalito sulla sua astronave ed è scomparso nel nulla. Leila vive nelle paludi, insieme ai bambini immigrati. Unica di tutto il gruppo, lei riesce ad andare alle medie. Un libro per ragazzi, che osa affrontare il tema dell’infibulazione.
Io mi chiamo Joseph
Ares 2019
Joseph viene dalla Nigeria, unico sopravvissuto di un massacro di cristiani. Porta con se ricordi atroci, assurdo senso di colpa di essere sopravvissuto. Rischiando la propria vita, riuscirà a liberare un gruppo di bambini schiavi di un’organizzazione criminale.
La ballata dei bambini senza nome
La brigata per la difesa dell’ovvio 2024
Sono i bambini che non sono nati, che la nostra tenerezza li riempia. Una ragazzina resta incita e “fa la scelta logia”: abortisce. Forse non era così logico però uccidere un bimbo. È dal dolore che nasce la redenzione.
ROMANZI STORICI
Sulle ali della libertà
Lindau 2018
Romanzo storico per ragazzi sullo schiavismo saraceno.
Questo romanzo parla di un rapimento, di due fanciulle e due uomini che le amano, di coraggio e dolore, di un viaggio nell’azzurro abbacinante del mare che diventa un viaggio dell’anima. Un uomo di terribile avarizia e un uomo di terribile crudeltà sono i due mostri che tengono in pugno la vita delle persone. Le due fanciulle rapite, Isabella e Gertrude, sono all’inizio del libro signora e cameriera, alla fine sorelle. I loro improbabili rapitori sono un gruppo di poveracci che si improvvisano lupi di mare per sfuggire alla miseria. Tutti, rapitori e rapite, riusciranno a ritrovare la libertà, sia quella delle loro vite minacciate dalla schiavitù più terribile, sia quella delle loro anime, che imparano le vie della generosità e del coraggio. Un romanzo perché i ragazzi riscoprano la storia dei loro antenati: uomini forti che hanno combattuto perché la loro terra restasse libera, donne forti che nella loro fede hanno trovato la forza per tenere testa alla storia, per diventarne le artefici, invece che esserne travolte.
LA TRILOGIA DELLA BATTAGLIA DI VIENNA
Ora Pro nobis
F. Picchi 2022
La storia del cavaliere ussaro Jakob – orfano, schiavo, guerriero, marito, padre – e del suo viaggio da militare polacco in territori aspri, segnati da profonde divisioni, come l’Ucraina, La Bielorussia e la Russia, ma i cui popoli, in perenne lotta tra loro, sono stati anche capaci di unirsi, con grandi atti di eroismo e sacrificio, per un bene comune, arrivando alla vittoria della battaglia di Vienna del 1683, sebbene numericamente inferiori al nemico. “Ora pro nobis” mostra come il coraggio, la generosità e la passione di coloro che amano possano cambiare la storia più delle decisioni dei "potenti".
Te Deum
F. Picchi 2025
Seguito di Ora Pro Nobis, la storia è narrata da Andrej figlio di una madre moto nubile e molto povera, del suo desiderio spasmodico di bambino povero di essere come il padre, avere un nome, le scarpe, saper leggere e scrivere e poi la fantasticheria meno verosimile: come lui diventare un ussaro alato. Il romanzo ci porta ancora una volta nel cuore della storia europea del XVII secolo, tra l’assedio di Vienna e la battaglia di Hodow. Il romanzo intreccia vicende personali e grandi eventi storici, mostrando come la Provvidenza possa guidare anche i più fragili verso scelte decisive. Temi centrali sono la fede, l’identità, il sacrificio e la speranza, in un racconto che alterna crudeltà e miseria a coraggio e trascendenza.Te Deum è un romanzo intenso, epico e spirituale, che prosegue con coerenza il cammino avviato in Ora Pro Nobis e offre una lettura appassionata a chi cerca nella narrativa storica non solo intrattenimento, ma anche riflessione sulla fede e sull’identità.
Miserere nobis
F. Picchi In pubblicazione nel 2026 o 27
La storia di Andreas, il bambino che non doveva esistere, la pietra scartata diventata pietra d’angolo.
Gesù figlio di Giuseppe
Fede & Cultura 2025
La Natività come viene narrata dal Vangelo di Matteo ma dal punto di vista di Giuseppe, figlio di Giacobbe, un ebreo inserito nella storia del suo popolo e nel contesto della sua terra, invasa politicamente e religiosamente. La sua vita viene sconvolta dalla rivelazione che Maria aspetta un bambino che non è suo, tanto che egli intraprende un viaggio nel deserto, simbolo del suo desiderio di riflessione e comprensione di cosa è chiamato a fare. Sarà dopo l'incontro con l'Angelo che Giuseppe potrà accettare la volontà di Dio e compiere, pur con mille dubbi e difficoltà, il ruolo di padre amorevole e guida per il piccolo Gesù, trasmettendogli saggezza, conoscenza e amore perché tutti, anche il Messia, hanno bisogno di un padre.
Dizionario minimo di difesa dell'ovvio
Fede & Cultura 2026
Silvana De Mari torna con un libro potente, limpido e necessario. “Dizionario minimo per la difesa dell’ovvio” è una lettura che colpisce per chiarezza, coraggio e capacità di mettere ordine in un mondo dove ciò che un tempo era evidente oggi sembra messo costantemente in discussione. I punti di forza del libro sono il linguaggio diretto, incisivo, brillante, la capacità di rendere accessibili temi complessi senza semplificarli, l’umorismo tagliente alternato a riflessioni profonde, ricordi autobiografici, sarcasmo e tenerezza, un struttura “a voci” che rende la lettura dinamica, coinvolgente e sorprendentemente divertente. De Mari riesce a fare ciò che in pochi sanno fare: unire rigore logico e passione narrativa. Ogni voce del suo dizionario è una piccola esplosione di lucidità, un invito a ritrovare il buonsenso, a difendere ciò che è reale, tangibile, naturale. L’autrice non teme di esporsi, e lo fa con una forza comunicativa che cattura dalla prima all’ultima pagina. È uno di quei libri che si leggono rapidamente ma continuano a risuonare per molto tempo. Si ha la sensazione che qualcuno abbia finalmente rimesso le parole al loro posto, restituendo al lettore una bussola intellettuale in un’epoca confusa. “Dizionario minimo per la difesa dell’ovvio” è un testo illuminante, appassionato e indispensabile. Un libro che non solo si consiglia: si regala, si discute, si rilegge. Silvana De Mari firma uno dei suoi lavori più lucidi e necessari.
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